Gesù Ti amo Ti adoro Ti benedico
Estratti tematici dall'Opera di Maria Valtorta
Sezione: Preghiera












estratti temaci presenti nella pagina: tredici (13) - data utimo aggiornamento: 7 maggio 2026
Nel Pater noster è la perfezione della preghiera.

Osserva: nessun atto è assente nella brevità della formula.
Fede, speranza, carità, ubbidienza, rassegnazione, abbandono, domanda, contrizione, misericordia, sono presenti.

Dicendola, pregate con tutto il Paradiso, durante le prime quattro petizioni; poi, lasciando il Cielo, che è la dimora che vi attende, tornate sulla Terra, rimanendo con le braccia alte verso il Cielo per implorare per le necessità di quaggiù e per chiedere aiuto nella battaglia da vincersi per tornare lassù.
“Padre nostro che sei nei cieli”.

Guardate a questo Padre-Dio con timore santo, ma sempre più forte del timore sia l’amore riconoscente per il Datore della vita in Terra e in Cielo.
“Sia santificato il Nome tuo”.

Beati quei figli che mai hanno dubitato del Padre e in ogni ora, in ogni evento, hanno saputo dirgli: “Sia benedetto il tuo Nome!”
“Venga il tuo Regno”.

Questa invocazione dovrebbe essere il battito del pendolo di tutta la vostra vita, e tutto dovrebbe gravitare su questa invocazione al Bene.
“Sia fatta la tua Volontà come in Cielo così in Terra”.

Chi fa la Volontà del Padre vive in Dio.

Vivendo in Dio non può errare, non può peccare, non può perdere la sua dimora in Cielo, poiché il Padre non vi fa fare altro che ciò che è Bene, e che, essendo Bene, salva dal peccare e conduce al Cielo.

Chi fa sua la Volontà del Padre, annullando la propria, conosce e gusta dalla Terra la Pace che è dote dei beati.

Chi fa la Volontà del Padre, uccidendo la propria volontà perversa e pervertita, non è più un uomo: è già uno spirito mosso dall’amore e vivente nell’amore.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”.

Ho detto oggi e ho detto pane.
Io non dico mai nulla di inutile.

Oggi.
Chiedete giorno per giorno gli aiuti al Padre.
È misura di prudenza, giustizia, umiltà.

Prudenza: se aveste tutto in una volta, ne sciupereste molto.
Siete degli eterni bambini e capricciosi per giunta.
I doni di Dio non vanno sciupati. Inoltre, se aveste tutto, dimentichereste Iddio.

Giustizia: Perché dovreste avere tutto in una volta quando Io ebbi, giorno per giorno, l’aiuto del Padre?

Umiltà: il dover chiedere giorno per giorno vi rinfresca nella mente il concetto del vostro nulla, della vostra condizione di poveri, e del Tutto e della Ricchezza di Dio.

Pane.
Ho detto “pane” perché il pane è l’alimento-re, l’indispensabile alla vita.
“Perdonaci i nostri debiti come noi li perdoniamo ai nostri debitori”.

Ma condizione essenziale per ottenere, per essere perdonati, è di perdonare.

Se vorrete solo e non darete pietà al vostro prossimo, non conoscerete perdono dell’Eterno.

Dio non ama gli ipocriti e i crudeli, e colui che respinge il perdono al fratello respinge il perdono del Padre a se stesso.
“Non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male”.

Il buon Padre che è nei Cieli il male lo permette, ma non lo crea. Egli è il Bene da cui sgorga ogni bene.
Ma il Male c’è.
Ci fu dal momento in cui Lucifero si aderse contro Dio.

Sta a voi fare del Male un Bene, vincendolo e implorando dal Padre le forze per vincerlo.
Essa è colloquio di figli col Padre, di spiriti a Spirito, aperto, caldo, confidente, raccolto, schietto. Tutto è la preghiera: è confessione, è conoscenza di noi stessi, è pianto su noi stessi, è promessa a noi stessi e a Dio, è richiesta a Dio, tutto fatto ai piedi del Padre. E non può farsi nel frastuono, fra le distrazioni, a meno di essere colossi nell’orazione. Ed anche i colossi ne soffrono di questo urto e rumore del mondo nelle loro ore di orazione
se prima non si è sacrificato nell’interno del cuore i propri rancori per amore di Dio e non si è compito il rito santissimo del saper perdonare.
Perciò se quando stai per offrire a Dio tu ti sovvieni di avere mancato verso il tuo fratello o di avere in te rancore per una sua colpa, lascia la tua offerta davanti all’altare, fa’ prima l’immolazione del tuo amor proprio, riconciliandoti col tuo fratello, e poi vieni all’altare, e santo sarà allora, solo allora, il tuo sacrificio.
e col labbro e col lavoro e con tutto voi stessi, per impulso del cuore che ama, sì, Dio, e Padre lo sente, ma che anche sempre ricorda chi è il Creatore e che è la creatura, e sta con amore riverenziale al cospetto di Dio, sempre, sia che òri o che traffichi, sia che cammini o che riposi, sia che guadagni o che benefichi.
Per impulso del cuore, ho detto.
È la prima ed essenziale qualità. Perché tutto viene dal cuore, e come è il cuore tale è la mente, tale la parola, lo sguardo, l’azione.
E amare si può tanto orando che facendo il pane, tanto meditando che assistendo un infermo, tanto compiendo pellegrinaggio al Tempio che accudendo alla famiglia, tanto sacrificando un agnello quanto sacrificando i nostri anche giusti desideri di raccogliersi nel Signore.
Basta che uno intrida tutto se stesso e ogni sua azione nell’amore.

Non abbiate paura! Il Padre vede. Il Padre comprende. Il Padre ascolta. Il Padre concede.
Quante grazie non sono date anche per un solo, vero, perfetto sospiro d’amore!
Quanta abbondanza per un sacrificio intimo fatto con amore.
Infatti per quel momento non sarebbe neanche ingiusta quella grazia. Ma la vita non termina in quel momento.
E ciò che è bene oggi può essere non bene domani. Voi questo non lo sapete, perché voi sapete solo il presente, ed è una grazia di Dio anche questa. Ma Dio conosce anche il futuro.
E molte volte per risparmiarvi una pena maggiore vi lascia non esaudita una preghiera.